Come sarebbe bello svegliarsi la mattina con quella sensazione di sentirsi abbastanza, nonostante ci siano tante cose che non sappiamo fare, nonostante ci siano parti di noi che non ci piacciono e altre che vorremmo modificare.
Oppure andare a letto la sera con la consapevolezza che a volte abbiamo paura e ci sentiamo vulnerabili, che siamo imperfetti e commettiamo tanti errori ma siamo anche coraggiosi e meritiamo di essere amati!
E’ davvero possibile lasciare andare l’idea che abbiamo di noi stessi e abbracciare chi siamo veramente?
Brené Brown, sociologa e ricercatrice ha condotto molte ricerche su questo tema, delineando alcuni strumenti utili per quella che lei chiama “vita incondizionata” (I doni dell’imperfezione – abbandonare chi credi di dover essere e abbraccia chi sei davvero).
Da dove nasce l’idea di “non essere abbastanza”?
Tutti noi, come esseri umani, dal momento in cui nasciamo e per tutta la vita abbiamo un profondo bisogno di essere amati, di sentirci sicuri e protetti, di essere visti, ascoltati, accettati e riconosciuti.
Quando i caregiver (genitori o altri adulti di riferimento) rispondono in modo appropriato, rapido e coerente a questi bisogni allora crescerà un adulto con una visione positiva di se stesso, degli altri e delle relazioni in generale.
Quando invece questi bisogni così profondi non vengono riconosciuti e soddisfatti allora ci ritroviamo a lottare con la vergogna e la paura di non essere abbastanza, di essere un fallimento, di non essere accettati e di non poter essere amati.
Ecco allora uno dei modi che abbiamo per reagire al dolore che questo ci crea: rincorrere un’ idea magica di perfezione, come se il raggiungimento della perfezione possa trasformarci in persone di valore e degne di essere amate.
Ma dov’è la trappola? Passeremo la vita a rincorrere qualcosa che non raggiungeremo mai e nel frattempo che siamo impegnati in questa lotta ci perdiamo il momento presente e la vita lentamente ci sfugge tra le mani.

5 buone pratiche per una vita imperfetta
Brenè Brown ci regala alcune linee guida per imparare ad accogliere l’imperfezione come un dono, per imparare a vivere in maniera incondizionata, abbracciando la nostra storia e la nostra vulnerabilità e amando noi stessi con coraggio e compassione.
Vediamo insieme alcune di queste indicazioni che non rappresentano cose da fare ma direzioni da seguire.
1 – Coltivare l’autenticità
Essere autentici è una pratica che comporta una scelta consapevole di come si vuol vivere.
Ogni giorno possiamo coltivare l’autenticità attraverso le scelte che compiamo. Questo ci permette di essere reali e onesti con noi stessi e con gli altri e di lasciarsi alle spalle quello che pensano gli altri di noi.
L’autenticità implica anche avere il coraggio di essere imperfetti e concedersi anche di essere vulnerabili.
2 – Coltivare l’autocompassione
Scegliere l’autocompassione significa parlare a noi stessi con gentilezza, essere per noi stessi quell’amico che nei momenti di difficoltà riesce a dire proprio quella parola di cui abbiamo bisogno.
Essere compassionevoli con noi stessi significa scegliere di essere comprensivi e affettuosi con noi stessi quando soffriamo, sbagliamo o ci sentiamo inadeguati anziché scegliere la strada dell’autocritica.
Questo ci aiuta a lasciare andare l’idea di dover essere perfetti e ad abbracciare il nostro essere così com’è accogliendo anche le parti di noi di cui più ci vergogniamo.
3 – Coltivare la gratitudine e la gioia
Coltivare la gratitudine e la gioia ci aiuta a lasciarsi alle spalle la sensazione di inadeguatezza e la paura del buio.
Spesso associamo la gioia a grandi eventi nella nostra vita (es. il giorno della laurea, il matrimonio, una promozione al lavoro…), invece la gioia è come una luce intermittente.
Non è costante. Arriva a momenti e spesso si tratta di piccoli e brevi momenti ordinari.
Per questo è importante imparare anche a riconoscere le esperienze che ci rendono felici.
Infatti a volte siamo così occupati a cercare la gioia negli eventi straordinari che ci perdiamo la gioia dell’ordinarietà.
A volte abbiamo così paura del buio o siamo intrappolati nell’idea che potremo essere felici solo in assenza di emozioni negative che non osiamo nemmeno andare nella direzione della gioia e della felicità.
4 – Coltivare il gioco e il riposo
Il gioco e il riposo, pur sembrando due attività in antitesi tra loro sono in realtà entrambi bisogni fondamentali per l’essere umano.
La caratteristica principale del gioco è quella di essere privo di scopo.
E’ proprio giocare per il puro gusto di giocare che favorisce l’empatia, la creatività e l’innovazione.
Il gioco è un valido alleato per affrontare le difficoltà in quanto ci stimola ad utilizzare le nostre capacità e stimola le abilità di problem solving.
Anche il riposo è un valido alleato per camminare nella direzione di una vita incondizionata perchè comporta lasciare andare l’idea che la stanchezza e la produttività siano cose di cui andare fieri.
Prendersi del tempo per rallentare, per dire addio ai troppi impegni e alle corse in macchina da una parte all’altra della città è una decisione controcorrente e sicuramente difficile da attuare
5 – Coltivare la calma e la tranquillità
Coltivare la calma ci aiuta a mantenere una prospettiva nelle situazioni difficili e ad accogliere emozioni molto intense come la paura e la rabbia senza reagire ad esse.
La calma non è qualcosa che si ha o non si ha ma qualcosa che posso impegnarmi a praticare ogni giorno.
Coltivare la tranquillità significa invece concederci quello spazio di solitudine e silenzio che ci permette di entrare in contatto con noi stessi, di sentire, pensare, interrogarci, far emergere idee e sognare.
A volte la verità che emerge in questi momenti di tranquillità può farci paura, la consapevolezza che la nostra vita è caratterizzata da stress e ansia ci può fare male.
La consapevolezza, tuttavia, rappresenta il primo passo verso il cambiamento.

Se anche tu vuoi liberarti dalla prigione della perfezione e coltivare una vita imperfetta e incondizionata non esitare a contattarci! Le professioniste di Firmamentis saranno felici di accompagnarti in questo viaggio con empatia e professionalità.